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Cinema & dintorni, n. … Del … . …. . 2018 – Rubrica a cura di Gianni Pozzi

Lungo i milanesi Navigli lo scorso dicembre ed anche nel mese di gennaio è stato possibile navigare e, contemporaneamente, vedere un buon film. Tutto ciò grazie al “CINEMA BIANCHINI”, cioè al primo cinema galleggiante nel capoluogo lombardo, appunto sui Navigli, lanciato dal Gruppo MilanoCard e che ha riscosso un grandissimo successo.

Curioso il nome, cinema Bianchini, che deriverebbe da un detto popolare, “Stasera si va al cinema Bianchini con la testa sui cuscini” destinato ai bambini per fargli capire che era ora di andare a dormire, ma qualcun altro preferiva la variazione: “Stasera tutti al cinema Diana sotto le coperte di lana”. In pratica una gita su di barcone, attrezzato con riscaldamento, in partenza alle ore 19,30 dalla Darsena di Porta Ticinese; dopo un suggestivo percorso sull’acqua ammirando la Milano dei Navigli alle ore 20, circa a bordo viene proiettato, per i cinquanta spettatori, un film su di uno schermo di 55 pollici. Mi corre l’obbligo di ricordare come fino agli anni sessanta la Darsena di Milano sia stata uno dei più importanti porti fluviali italiani, con un continuo andirivieni di barconi carichi di sabbia e ghiaia per i cantieri della città e prodotti agricoli per rifornirne gli abitanti. Realizzati nel medioevo e perfezionati nei secoli, i Navigli erano arterie commerciali che mettevano in comunicazione la pianura padana con il mondo alpino e l’Adriatico, attraverso il lago Maggiore ed il Po.

Ma questa del cinema natante non è un’idea del tutto nuova. Infatti già verso il 1913 la Società Umanitaria di Milano, fedele ai suoi ideali di solidarietà e di emancipazione dei ceti popolari, si era inventata il “cinematografico natante”; utilizzando un apposito barcone proiettava su un telone bianco posto sul ponte del battello le prime pellicole per diffondere la conoscenza del cinema, sulle rive del Po. Ancora negli anni venti e trenta c’è traccia di questa iniziativa che aveva lo scopo di avvicinare il cinema alla gente; addirittura una copertina della mitica “Domenica del Corriere”, nel 1920, riprende un’iniziativa analoga che si tiene nei pressi di Pavia sulle rive del Ticino, segnalando che poi “…il cinematografo prenderà posto su una chiatta e ogni sera visiterà i paesi lungo il Ticino ed il Po”.

Quello di portare il cinema davanti allo spettatore è un’idea ripresa anche a livello stradale. Infatti è del 1936 il “Cinemobile”. Vale a dire un automezzo, su telaio e meccanica del camion Fiat 618 con motore a benzina di due litri di cilindrata, che viene costruito dalla Carrozzeria Viberti ; al suo interno ci sono un proiettore per pellicole da 35 mm e degli altoparlanti per poter portare il cinema nelle piazze italiane, davanti al paraurti anteriore viene montato lo schermo, fissato ai parafanghi. E’ usato in quegli anni anche dalla Repubblica di Salò e continua le proiezioni fino a tutti gli anni Cinquanta. Nel 1964 è abbandonato in un cimitero di auto alla periferia di Roma dove sarà recuperato soltanto diversi anni dopo da un collezionista di veicoli d’epoca. Nel 1996 viene acquistato dalla Regione Lombardia che ne cura il restauro completo. Torna al suo originale splendore nel 2002, anche se il Cinemobile, per ovvie ragioni pratiche, viene ora dotato di moderne apparecchiature di proiezione digitale e di adeguato impianto sonoro amplificato, ma al suo interno esiste ancora l’arredamento originale con tanto di proiettore della Cinemeccanica. Ora, dal 2016 è in dotazione della Cineteca Italiana di Milano che lo mostra al pubblico in occasione di eventi di importanza internazionale.

DIDASCALIE per foto (da scegliere):

1 – Il “Cinema Bianchini” in navigazione lungo il Naviglio

2 – Il “Cinema Bianchini” in navigazione lungo il Naviglio

3 – Il Cinema Natante de L’Umanitaria

4 – Da “La Domenica del Corrire” del 27 giugno/ 4 luglio 1920

5 – Il Cinemobile dopo i recenti restauri